mercoledì 23 maggio 2018

I migliori auguri al nuovo Premier...

Perchè guardare sempre il bicchiere mezzo vuoto? Guardiamo quello mezzo pieno: peggio di così non sarebbe possibile, quindi, toccato il fondo, non ci si puo' che rialzare. Le invettive finemente violete di Di Battista, il sorrisetto di Di Maio, l'arroganza di Salvini, l'insipidità di Conte... saremo arrivati al fondo del tunnel, mi auguro! Ora lasciamoli lavorare, io non li ho votati e mi sento a posto, qualcuno lo ha fatto e se li goda. Mi auguro trovino sul loro cammino i minori ostacoli possibili, poichè quelli, sarebbero la scusa per dire al "popolo" che li ha eletti che l'insuccesso non sia il risultato della loro incompetenza ma della forte opposizione. Lasciamoli lavorare in pace...amen!

martedì 22 maggio 2018

Una Repubblica presidenziale

Una Repubblica presidenziale dove il Presidente sia Capo dello Stato e di Governo. Questo occorrerebbe oggi. Devo ammettere di essere stato uno degli scettici quando il Presidente Mattarella venne eletto poichè, da giovane quale ancora mi reputo, avrei voluto Qualche d'uno di nuovo e diverso. Oggi, vedendo "il nuovo", torno ad apprezzare quello che credevo essere l'antico. Il Presidente Mattarella sta, giorno per giorno, conquistando la mia piu' assoluta ammirazione e fiducia, una goccia nell'Oceano ma vedo e sento tante gocce accumularsi. E' un po' come se mi sentissi protetto e tutelato pensando che, anche se la peggiore delle sciagure immaginabili, questo fantomatico Governo Di Maio - Salvini, avesse la benedizione del Capo dello Stato, sarebbe pur sempre sotto il controllo del Quirinale. Da fermo e convinto sostenitore delle Istituzioni mi auguro che il Colle fermi l'anarchia verso la quale stiamo camminando cavalcando un populismo gravemente pericoloso.

lunedì 21 maggio 2018

Diffidiamo degli eterni arrabbiati della penna.

Un padre uccide la moglie, butta giu' da un cavalcavia la figlia e poi si suicida...Un giorno di ordinaria follia? La mente umana è, forse, il piu' grande mistero che ci accompagni... eppure tanti, troppi, forse, sottovalutano questo aspetto. Leggendo, soprattutto sul web, articoli di giornalisti o pseudo tali di ogni genere ci si imbatte anche in folcloristici e superficiali pezzi scritti da "eterni incazzati" che, magari con qualche birra in piu' in corpo, sfogano la propria rabbia a mezzo della penna. Credo che queste persone andrebbero pesantemente controllate e limitate nei loro deliranti sfoghi poichè, fosse anche una su un milione, la mente debole o indebolita dalle preoccupazioni quotidiane che attanagliano chiunque di noi, esista e vada placata piuttosto che fomentata. La rabbia, il livore, il desiderio di rivalsa sono pericolosi sempre poichè annebbiano la capacità di ragionare e se questo accade a chi abbia l'onore di essere letto o ascoltato i danni possono essere potenzialmente pesanti.

Di Maio e Salvini, mancanza di eleganza

La forma non è sostanza, vero ma almeno un minimo dovrebbe essere fatta salva. Ancora prima delle elezioni viene presentato il Governo ed, ancora prima della dichiarazione ufficiale del Presidente Mattarella, la coppia festeggia il nuovo incarico. Quindi, noi poveretti, dall'altra parte della scrivania cosa dovremmo pensare? Che un patto a tre Mattarella, Salvini, Di Maio sia già stato siglato e che il Presidente consulti il nuovo illuminato proposto come Premier solo pro forma. E' quest'ultima l'ipotesi che ci stanno palesando ma che, per il rispetto che nutro nei confronti del nostro Capo della Stato, mi rifiuto di considerare; considero, piuttosto, l'inadeguatezza politica e culturale di coloro che si propongono, unita ad una mancanza di forma che si trasforma in mancanza di sostanza palesando poca educazione e scarso rispetto. Anche solo, infatti, per rispetto nei confronti del Presidente sarebbe stato logico uscire silenti in attesa di una Sua informativa piuttosto che sbandierare una vittoria preannunciata quasi fosse concordata.

Cultura in Torino

Se avessi immaginato, qualche tempo fa, di fare parte di un tavolo di lavoro della Federazione Italiana Sport Equestri nel quale l'obiettivo fosse quello di portare il binomio "cavalli e cultura" a Torino avrei pensato ad un sogno. Un sogno perchè cavalli e libri sono le mie passioni; un sogno perchè, per qualunque appassionato di sport equestri, arrivare a collaborare con la Federazione non puo' che essere considerato un onore. Su idea dell'amico Luca D'Oria abbiamo voluto fare scendere dal piedistallo dorato, irraggiungibile dai piu', la Federazione. Creare un evento mai esistito prima, all'interno di una città dai molteplici interessi quale Torino, non è stato cosa semplice e, devo confessare che talune pecche organizzative sono da attribuirsi ad ingerenze esterne alla Federazione stessa da parte di chi, per dirla in inglese, vuole "to show off all the time"..mettersi in mostra ad ogni costo e sempre. Con fatica, umiltà e l'aiuto della Regione Piemonte siamo, tuttavia, riusciti ad "inventare" qualcosa di inedito in Torino; la mia speranza è quella di potere proseguire, sin da subito, alla programmazione per il 2019 tenendo il buono e liberandoci degli inutili fardelli. Per la mia scuola Labor, per me personalmente, rappresenta un grande onore l'avere patrocinato il premio letterario HorsEmotion all'interno della Federazione aprendolo, grazie all'appoggio del "Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca" , a tutte le Scuole di Torino e Provincia. Mi sento un po' parte della rinascita della cultura equestre nella mia città e questo mi riempie di orgoglio.

mercoledì 16 maggio 2018

Il contratto sottoposto agli elettori...

...a mezzo di consultazioni on line o nei gazebo. Quindi, se ho capito bene, le famose quaranta pagine sottoposte all'illuminato giudizio della casalinga, dell'operaio, del netturbino, dell'anarchico di destra o sinistra che sia, di tutta una serie di profondi giuristi in grado di decidere sul futuro del nostro Paese. Non vorrei che chi legga pensasse che io non rispetti qualsivoglia lavoro purchè onesto ma, per onestà intelettuale, occorre ammettere che non si possa davvero lasciare in mano a chi competenze non abbia il timone di una Nazione. Per onestà, prima di tutto verso se stessi, sarebbero proprio quelli che abbiano votato l'uno o l'altro dei due statisti a doversi rifiutare di vagliare il programma da questi stilato. Stiamo assistendo all'ennesima buffonata mentre, comunque, l'Europa ci guarda.Che sia tutta una pagliacciata, beh questo è palese perchè chi mai si metterà a leggere l'intero programma? Uno su mille, forse, come cantava Morandi. Che valore avrà l'opinione espressa da grillini e leghisti? Pari a zero, probabilmente. Intanto si perde tempo ma, soprattutto, ci si espone al ludibrio di tutta l'Europa.

martedì 15 maggio 2018

I moderni barbari dentro le mura di Roma

Leggo, in questo momento, un articolo riportato da "Il fatto quotidiano" ed attribuito al Financial Times intitolato "Roma apre le porte ai moderni barbari." Non ne ho verificato la matrice ma, mettiamola così, la condivido a tale punto che, se non appartenesse all'illustre testata, ne rivendicherei la paternità. Ogni estremismo rappresenta una barbarie ma gli estremi si toccano: l'estremo del genio è rappresentato dalla follia e questo mi rassicura poichè non vedo genio alcuno tra chi rivendichi una leadership nel nostro paese, almeno in questo momento. Vedo solo tanta barbarie, tanta ignoranza, financo dei principi fondamentali della nostra Costituzione. Apprezzo la posizione del Presidente Mattarella ma, credo, sia giunto il momento di chiedere a Gigi Di Maio di superare almeno un esame di "diritto costituzionale", anche di fronte ad una commisione compiacente se necessario..., giusto per farci capire di avere una vaga idea di quanto stia sostenendo e della attuabilità delle sue farneticazioni sempre palesate con quel sorrisetto a dir poco deficiente, per carità, mancante...di rispetto!

Matricole universitarie crescono

Per il quarto anno consecutivo crescono i diplomati che si iscrivono all'Università, tornando così a sfiorare quota trecentomila: queste le cifre del Miur attinte dall'Anagrafe nazionale degli studenti. Leggendo notizie come questa mi auspico che la voglia di conoscenza, il desiderio di cultura, la volontà di aggiungere un titolo sudato rappresentino sempre di piu' un target per le nuove generazioni. Alcuni pensano, presuntuosamente o per incapacità, che, per conoscere una qualsivoglia materia ci si possa "autogestire", io credo, di contro, che ci si debba fare guidare e giudicare da chi quella materia la conosca nel profondo. Una cultura autogestita rimarrà sempre e solo un punto di vista personale, autoreferenziato mentre un titolo, sudato, sarà un punto di partenza importante per il futuro delle giovani leve. Un punto di partenza, già!... Perchè la Laurea, ormai, è un punto di partenza, rappresenta il vecchio diploma di una volta in una società che richiede sempre maggiore specializzazione.

lunedì 14 maggio 2018

Iracondi ed accidiosi. Insieme nel settimo canto dell'Inferno...Forse, non a caso.

Il mio ultimo libro, Tenebre nella Chiesa, nasce da una visita alla chiesa di Santa Maria in Porto a Ravenna durante la quale, dando un'occhiata agli opuscoli collocati in un angolo, ne ho notato uno intitolato "I segni pericolosi per la tua fede." Sono stato, da subito, incuriosito: all'interno ho trovato una serie di simbolgie appartenenti a movimenti esterni ed oppositori rispetto alla Chiesa i quali sfruttano, molto spesso, la credulità popolare. Ne è nato un libro basato sui sette peccati capitali dei quali, sono persuaso, l'accidia, la noia, sia il male del nostro secolo. Se la Superbia è considerato il peccato peggiore, poichè porta l'uomo a volersi paragonare a Dio, l'accidia non è da meno in quanto conduce al cosiddetto "mal di vivere". Scendendo di un gradino, credo che la conseguenza dell' accidia sia il peccato d'Ira. Non a caso gli Iracondi sono collocati da padre Dante nel canto VII dell'Inferno proprio insieme agli Accidiosi. Non a caso e non un caso! Questo, per chi creda che la storia sia cultura puo' significare un paragone non da poco con i moderni "giornalisti e scrittori arrabbiati" i quali fanno della violenza, della protervia, dell'aggressività una ragione di vita e di sfogo. Si tratta di persone annoiate, stufe, stanche..."certe persone esistono per farci capire come non dobbiamo diventare". La Scuola Labor ha una sezione di giornalismo e, poichè credo che il modo di esprimersi per iscritto di un giornalista sia ancora piu' diretto rispetto a quello di uno scrittore, vorrei avere il vezzo di fare uscire dalla mia scuola scrittori e giornalisti educati, colti e rispettosi...Un piccolo grande risultato.

mercoledì 9 maggio 2018

L'anarchia non mi è mai piaciuta.

La laurea uno stile di vita? Perchè no? Ormai sembra che tutti possano fare o avere qualunque cosa tanto non conta la struttura sulla quale il blasone si appoggia, conta il blasone. Si puo' essere un politico, un imprenditore, un giornalista, un opinionista, uno scrittore ma il titolo alla base, dottore, avvocato, notaio, ingegnere...quello non conta. Beh, non credo sia così o, perlomeno, non facciamo passare questo messaggio ai piu' giovani. Le ore passate sui libri, le fatiche per superare un esame, gli anni spesi per vincere un concorso costituiscono un bagaglio culturale che avrà il suo peso tra pari. Tornando, forse un po' al passato come tanto mi piace voglio affermare che la Laurea sia uno stile di vita, di leleganza, di cultura. Vorrei che gli allievi di Labor comprendessero come il percorso universitario non fosse solo qualcosa di obbligatorio al fine poi, magari, di seguire le orme paterne ma soprattutto un percorso culturale per formare una base solida e certificata sulla quale montare il palcoscenico del loro futuro. Mi ricordo una frase di mio cognato, avvocato, durante una cena - "ormai con una laurea non sei piu' niente" - ed è verissimo ma il suo intento era spronare il nipote ad andare oltre...se letta in questo senso la frase è di una verità assoluta, purtroppo, tanti, per pigrizia o incapacità la interpreteranno al contrario ma è questo un messaggio che mi rifiuto di far passare ai ragazzi di Labor.

lunedì 7 maggio 2018

E noi vorremmo affidare l'Italia a questi? Questo significherebbe ammettere che siamo un branco di imbecilli e ci meritiamo quello che abbiamo! Questa sera, al telegiornale, ho ascoltato con attenzione il discorso del Presidente Mattarella, uomo di politica e cultura, forse anche un po' appartenente a quella vecchia politica, ma proprio quella vecchia di anni fa. L'abito non fa il monaco, è vero ma il nodo della cravatta dice molto di chi lo indossa e, francamente, la cravatta verzolina mezza aperta di Salvini e quella violacea tutta pettinata di Di maio fanno proprio "rebel without a cause" da un lato e "parvenu" dall'altro. Siccome l'abito non fa il monaco andiamo oltre, andiamo alla sostanza. La sostanza è che questi due non sappiano cosa stiano facendo ed anche e soprattutto chi li abbia votati avrebbe il dovere, per onestà intellettuale prima di tutto verso se stesso, di comprenderlo. Per chi non lo avesse chiaro proporrei una metafora: l'Italia è come una nave alla deriva che, neppure troppo lentamente, sta affondando, nella sala di comando della quale vi sono due signori che potrebbero lanciare un preciso segnale di s.o.s per, almeno, provare a rimediare alla situazione ma sono lì a fare a cazzotti per quello a cui spetterà il merito. Morale della favola la nave affonderà, unica nota positiva che, con essa, anche i due geni di cui sopra. L'opportunità l'hanno avuta, adesso sarebbe ora di dir loro basta ma di urlarlo in modo che lo capiscano perchè nutro qualche dubbio sul fatto che siano in grado di comprendere un'ironia, magari sottile. Stanno giocando al gatto con il topo, il gatto è sicuramente la Lega la quale, comunque avvezza ai meccanismi della politica, sta giocherellando tirando zampettate sulla coda al topo, i Cinque stelle i quali, sempre di piu', palesano una deficienza abissale, nel senso latino del termine, una mancanza abissale, incapaci come sono di comprendere che, comunque, la Res Publica debba essere governata a mezzo, anche, di scadenze e regole. Personalmente mi auspico un Governo del Presidente che ci porti fino a Dicembre e, nel mentre, mi auguro che l'evidenza delle cose porti i votanti a miglior consiglio e chissà, come diceva il grande Giorgio Gaber, in fondo, "cos'è la destra e cos'è la sinistra"? Forza Italia insieme al PD? Perchè no...il resto ha fallito, questo potrebbe essere un nuovo punto di vista! Per rubare il titolo alla mia rubrica

domenica 11 febbraio 2018

La ragazza col cartello"Stranieri non lasciateci soli con i fascisti"...

La ragazza col cartello "Stranieri non lasciateci soli con i fascisti"... Purtroppo io sono sempre piu' persuaso del fatto che il problema sia culturale. Una ragazza come quella della foto in questione, molto probabilmente, nemmeno sa di cosa si stia parlando...Magari ha un fidanzatino di colore, magari si è invaghita di un, chesso' io, marocchino o di un ragazzo, come ce ne sono tanti, proveniente dalla Costa d'Avorio...dove, per altro, non vi sono conflitti in atto se non un'ammutinamento di qualche migliaia di soldati ad inizio 2017 e dove è appena nata la Terza Repubblica in un'atmosfera, certo delicata, ma abbastanza serena... quindi non parliamo di gente che scappi dalle guerre, perlomeno non sempre. E' assolutamente inutile per tutti proseguire su questa linea di accoglienza mista a buonismo sull'onda della quale i politici marciano sfruttando persone, come questa ragazza appunto, le quali non hanno una minima conoscenza di quanto affermano. Uno Stato che non stia perdendo in maniera preoccupante il controllo della situazione dovrebbe essere in grado di garantire, in primis, il rispetto di coloro ai quali sia deputato il durissimo compito di tutelare l'ordine costituito e, ad oggi, con ottima evidenza non è piu' così. Le Forze dell'ordine hanno le mani legate perchè un Carabiniere, un Finanziere, un Poliziotto morti sono "semplicemente" dei servitori dello Stato caduti durante il servizio, mentre se la stessa sorte dovesse capitare ad un pazzo che, spranga alla mano, decidesse di assaltare una camionetta della Polizia, si parlerebbe di martirio. Non si tratta di essere ne buoni ne cattivi ma solo realisti. E' arrivato, credo, il momento di iniziare una seria lotta contro la stupidità, figlia, spesso, dell'ignoranza o della deficienza, intesa come mancanza...mancanza di cultura, di conoscenza e, finanche, di logica. Dobbiamo realizzare che il pericolo vero, di fronte a questa immigrazione incontrollata e sconsiderata, consiste nel fatto che, tra qualche anno saranno in troppi per poter essere fermati nel caso di una rivolta e, questo, a mio avviso è un pericolo sociale vero.

giovedì 8 febbraio 2018

Immigrazione: fenomeno culturale ma...

Il fenome migratorio è, per certo, un fenomeno socio culturale che va, tuttavia, controllato. Oggi, recandomi ad una riunione nella periferia di Torino, ho potuto constatare con i mei occhi come si stia perdendo il controllo dell' "immigrazione" nel nostro Paese. Il fenomeno migratorio rappresenta, da sempre, una dimensione culturale importante delle trasformazioni sociali, tanto del paese di accoglienza quanto della popolazione immigrata: è un concetto, questo, che mi trova pienamente d'accordo. Purtroppo, pero', non mi conforta il constatare che interi palazzi possano essere occupati da clandestini o, comunque, occupati clandestinamente da soggetti che, a prescindere dal colore della pelle, con ottima probabilità, non hanno un'identità propria all'interno del nostro tessuto sociale e, per identità, non intendo una qualifica ma una individuabilità all'interno della nostra società. Tornando verso il mio studio, nel centro di Torino, ho incontrato, poi non uno ma diversi uomini di mezza età, italiani, in ginocchio a chiedere l'elemosina...una scena d'altri mondi fino a qualche tempo fa. Il paragone che pongo è, dunque, quello del padre di famiglia. Immaginate un padre che, non avendo i mezzi per sostentare i propri figli, pretendesse di adottarne altri...cosa creerebbe? Caos e povertà. L'unico risultato possibile dopo il quale, qualcuno di essi, per sopravvivere sarebbe costretto a delinquere in nome del detto latino...mors tua vita mea.

domenica 4 febbraio 2018

Il buonismo esasperato è una cura peggiore del male stesso

Una riflessione riguardo ai tremendi accadimenti di Macerata. Il primo sentimento che muove il mio pensiero è dato dall'assoluta convinzione del fatto che lo Stato stia perdendo il controllo della situazione e, questo, deve rappresentare motivo di grandissima preoccupazione. Il buonismo, purtroppo, specialmente se esasperato tanto da sfiorare il fanatismo, produce conseguenze sempre peggiori del male stesso che vorrebbe combattere. Così alcuni animalisti, indefessi oltre ogni umana ragione, fanno passare coloro che rispettano gli animali, senza essere fobici, come dei fanatici; così i fanatici della religione fanno passare come esaltato chi, semplicemente crede senza alcun invasamento o,peggio, integralismo di cieca intransigenza...Allo stesso modo coloro che difendono, pur di farlo, l'immigrazione, anche se incontrollata o sconsiderata, altro non producono che catene di odio il quale, qualora diventi cieco, assurge alla follia. Si, certo, perchè follia è sparare scientemente su esseri viventi "marchiati" a causa del colore della pelle ma non di meno lo è l'uccidere, il sezionare e l'occultare il corpo di una ragazza di qualunque colore la Sua pelle sia. Non ho soluzioni ma unicamente riflessioni e preoccupazioni da condividere: la situazione, è evidente, sta andando fuori controllo. Impreparazione? Inettitudine? Superficialità? Buonismo? Demagogia? Che una di quese sia la causa o lo siano tutte insieme poco importa...il risultato richia di diventare molto ma molto pericoloso.